Sintesi degli incontri di Pescasseroli (a cura di Elio Rindone)

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La sessualità è una componente non secondaria dell’essere umano. Qual è il suo ruolo nella realizzazione dell’uomo? Quali sono i rapporti tra i sessi? Quali sono stati i costumi sessuali e quali i criteri di valutazione nel corso della civiltà occidentale?

a)     Greci e Romani attribuiscono agli dei la dimensione sessuale e comportamenti molto liberi. Ugualmente liberi sono i comportamenti dei maschi, mentre dalle donne si pretende un’assoluta fedeltà e si punisce severamente il loro adulterio. Sconosciuta la differenza tra omo ed eterosessuali, la separazione riguarda il ruolo attivo o passivo. Per Ebrei e Cristiani la sessualità è una caratteristica non di Dio ma degli uomini. Comune è la condanna dell’adulterio della donna, ma mentre gli Ebrei danno piena libertà al maschio, sino alla poligamia, la tradizione cristiana conosce una crescente diffidenza nei confronti della sessualità, sino a considerarla qualcosa di vergognoso e a contrapporle il valore incomparabile della verginità (Elio Rindone).

b)    Le tradizioni filosofiche moderne in tema di sessualità sono molte e inconciliabili tra loro: si va dalle tradizioni neoplatoniche, che attribuiscono alla sessualità un ruolo di legame tra la sfera della materia e quella dello spirito, alle teorie del piacere che vedono nelle correnti dell’illuminismo estremo il loro punto di massima radicalità, a teorie ottocentesche che sottolineano come nella sessualità sia in opera una vera e propria trama di inganni, più o meno consapevoli, accompagnata da una vera e propria assenza di senso (Mario Trombino).

c)     Molte le sollecitazioni della contemporaneità in riferimento alla questione della sessualità. E’ sembrato significativo avvicinare, in qualche modo confrontare, il pensiero di tre autori che intorno a questo tema hanno offerto dei contributi decisivi: Freud, Marcuse e Foucault. Negli studi di Freud, fra le tante questioni, la scoperta di una dimensione psichica inconscia in grado di persistere anche alla condizione di veglia del soggetto, la riconducibilità a un orizzonte legato al desiderio e alla sessualità di tutta una serie di fenomeni ed episodi spesso ricondotti, invece, a vicende traumatiche. Per Freud si trattava di riuscire a valorizzare l’istanza conoscitiva nel processo di liberazione sessuale, riuscire cioè a indurre i suoi interlocutori, pazienti o lettori che fossero, a sublimare la propria pulsionalità inconscia sul terreno della vita e della conoscenza. Marcuse, in particolare nello scritto Eros e civiltà, s’interroga, riprendendo le premesse freudiane e combinandole con il pensiero di Marx, se non sia lecito immaginare per l’umanità il fiorire di una società non repressiva nella quale all’illusorio benessere del consumo e alla costrittiva logica prestazionale, possa far seguito la pienezza di un eros riconquistato. Foucault, andando oltre l’ipotesi repressiva secondo cui il sesso sarebbe stato negato e nascosto dai meccanismi di potere, pone il suo sguardo su come l’intera sfera della sessualità, a partire dal secolo XVI, sia stata oggetto di una continua trasposizione in discorso. L’obiettivo della Storia della sessualità va nella direzione di esaminare tutti i discorsi prodotti sul sesso, mostrando come le dinamiche di potere, attraverso una volontà di sapere, fossero riuscite ad insinuarsi negli strati più intimi e personali degli individui (Pierpaolo Casarin).

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