Ostuni 2012 – Materiali didattici

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OSTUNI    18.7.2012

“VACANZE FILOSOFICHE PER NON FILOSOFI”

I Seminario con Augusto Cavadi

* Chiarimento preliminare: ideologia come apparato di idee-guida (riguardanti l’uomo, la società, lo Stato, l’economia, l’istruzione, la religione…) che un gruppo sociale tenta di attuare mediante l’azione politica.

 

* Prima questione: di fatto le ideologie sono in crisi?

 

* Seconda questione:  la crisi (almeno parziale) delle ideologie è da giudicare un progresso?

 

* Terza questione: quali criteri per orientare l’esodo dalla vecchia politica alla politica post-ideologica?

1. Criticare le eredità, ma con gratitudine

2. Assumere con serietà il principio ‘responsabilità’

3. Focalizzare una antropologia ‘realistica’

4. Concentrarsi sulle ‘minoranze critiche’ sperando nel contagio

graduale  delle maggioranze ‘silenziose’

5. Essere talmente ‘realisti’ da non escludere l’utopia

6. Democratizzare la conoscenza

(cfr. Bernardo di Chiaravalle, p. 183)

 

Testo di riferimento:

  1. Cavadi – E. Poma, La bellezza della politica. Attraverso, e oltre, le ideologie del Novecento, Di Girolamo, Trapani 2011.

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 II Seminario con Augusto Cavadi

 

  • I tre scenari-matrici: Liberalismo (pp. 39 – 56)

                                         Comunismo  (pp. 57 – 69)

Socialdemocrazia (pp. 71 – 86)

(Vedi testo precedente)

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III   Seminario con Augusto Cavadi

 

La questione: quali ricadute abbiano, sul versante politico, le vicissitudini dell’etica .

1. Che cosa intendiamo per ‘politica’

  • La risposta ‘classica’ identificava – sostanzialmente – la politica con l’arte di governare gli Stati.
  • La fine della politica come fine della centralita’ del governo dello Stato.
  • Verso  una nuova definizione di politica : non più attività di pochi, ma dimensione universale dell’agire collettivo.
  • Il superamento della politica in senso strettamente statuale può anche significare lotta per un allargamento della democrazia che da politica deve diventare anche sociale e da sociale anche economica.
  • Politica è la capacità umana di condizionare (trasformandola o bloccandola) la vita della  polis : insomma è l’attuazione di quella particolare forma di potere consistente nel determinare – in maniera istituzionale – usi, costumi, preferenze e opzioni dei propri concittadini.

2. Che cosa intendiamo per etica

  • Per “etica” si può intendere l’insieme dei comportamenti  – privati e collettivi – adottati da un individuo o da un gruppo sociale o da un’intera società, in un determinato periodo storico.
  • Etica può anche significare, altrettanto legittimamente, l’insieme delle riflessioni che riguardano un insieme di comportamenti ; può significare non solo una prassi, ma una teoria ; non solo un modo di agire, ma anche un modo di interpretare l’agire.

3. Nessi fra etica e politica

  • Da Aristotele a Tommaso d’Aquino, gli Occidentali hanno condiviso sostanzialmente la convinzione che la politica è un capitolo interno dell’etica : l’etica si chiama “economia” quando studia i comportamenti del soggetto all’interno dell’òikos, della casa (oggi diremmo i comportamenti privati) e “politica” quando studia i comportamenti del soggetto all’interno della pòlis, della città (oggi diremmo i comportamenti pubblici).
  •  Con il  XVI secolo, soprattutto con Machiavelli, nella mentalità comune s’insinua la convinzione che la politica non è una regione dell’etica, ma che politica ed etica sono due regioni distinte.
  • La ‘fine della politica’ in senso ‘statocentrico’, ‘machiavellico’, apre nuovi scenari : ogni nostro gesto, privato o pubblico, è un gesto umano e come tale va valutato sia politicamente sia eticamente (cfr. pp. 23 – 24)

 

Testo di riferimento: A. Cavadi, Ripartire dalle radici. Naufragio della politica ed etiche contemporanee, Cittadella, Assisi 2000.

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IV Seminario con Augusto Cavadi

a) Edgar Morin e l’etica atea nichilistica

*  Il “vangelo della perdizione”: “Tutti i viventi viviamo fra nulla e nulla, il nulla prima, il nulla dopo, circondati dal nulla durante” (p. 73)

* Prima conseguenza: implodono tutte le “religioni di salvezza”

* Accontentarsi di un “mondo migliore” rinunziando al “migliore dei mondi”

* Vivere la fraternità planetaria (Albert Cohen: p. 75)

* Una politica oltre la contraddizione universale/planetario; conservazione/rivoluzione; progredire/resistere

 

°°°Interrogativi sul nichilismo

 

b) Edward Schillebeeckx  e l’etica religiosa cristiana

  • Fede ed etica non si identificano: ci può essere etica senza fede né la fede cristiana ha un’etica propria.
  • Se le chiese cristiane non hanno il diritto di presentarsi come “madri e maestre” di etica, non possono neppure “tacere” quando sono in ballo questioni etico-politiche (quali la pace, la corsa agli armamenti, le tensioni fra Nord e Sud, la disoccupazione, il razzismo…)
  • Sia per ragioni teologiche (il ‘regno di Dio’ è “una società fraterna e una comunità vivente in cui non prevalga più la relazione padrone-servo”)…
  • …sia per ragioni umanitarie (nel cantiere della politica le chiese possono apportare, a parità di dignità, il proprio contributo, soprattutto nei casi-limite in cui il martirio appare un prezzo troppo alto : perché, noi o altri, dobbiamo morire testimoniando valori ? E’ qui che l’etica dimostra di avere bisogno di un “Dio che sia qualcosa di più dell’etica”, “un sovrappiù di speranza”).

 

°°° Interrogativi sul cristianesimo demitizzato

 

Il testo di riferimento è sempre Ripartire dalle radici (vedi sopra).

 

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