Nevegal: Sintesi degli interventi

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La riflessione sull’uomo e sul senso della sua vita non può evitare una questione preliminare: siamo liberi, padroni almeno in parte delle nostre scelte, capaci di autodeterminarci o siamo inseriti in una catena causale che non lascia spazio a una volontà libera?

Sintesi curata dai singoli relatori

a) Dalle prime esperienze della libertà intesa in Grecia come non-schiavitù, indipendenza dal potere altrui, si passa con Socrate alla scoperta della libertà interiore, propria di chi conosce il bene e lo fa. Nel mito di Er, Platone sottolinea i limiti della libertà umana, mentre Aristotele illustra il processo decisionale che porta alla scelta volontaria. Nell’età ellenistica gli Stoici identificano la libertà con la consapevolezza che tutto è necessario; al contrario, Agostino è sostenitore del libero arbitrio, espressione diventata grazie a lui di uso comune, da intendere come atto della volontà che può anche disubbidire alla ragione e Tommaso spiega che la scelta libera è possibile perché nessun bene finito attrae necessariamente l’uomo, la cui capacità di desiderare è infinita. (Elio Rindone)

b) La Modernità è caratterizzata dall’opposizione radicale fra chi ritiene, come Cartesio, che la dimensione spirituale (e dunque razionale e volontaria) dell’essere umano sia evidente e chi, come Spinoza, ritiene evidente l’illusorietà del libero arbitrio umano. Entrambi gli autori pensano l’antropologia alla luce della loro teologia: di un Dio radicalmente libero e onnipotente (Cartesio) o di un Dio radicalmente necessitato ad essere ciò che è (Natura) e a squadernarsi con la ferrea necessità della logica geometrica. Con Kant si tenta un superamento dell’opposizione metafisica precedente: l’uomo, che in quanto animale bio-fisico appartiene al regno del determinismo, è però anche soggetto ‘noumenico’ che si muove nel regno dei fini liberamente perseguiti. Egli non ha nessuna possibilità di dimostrare razionalmente d’essere libero, ma può – e deve – vivere “come se” (als ob) lo fosse effettivamente. (Augusto Cavadi)

c) L’uomo è un’invenzione recente che presto sparirà. Questa affermazione di Michel Foucault può sembrare paradossale ma essa si limita a registrare la nascita e la dissoluzione del soggetto (non della persona) che pretende di rappresentare l’intero, del quale è invece soltanto una parte. E se la soggettività è un’illusione, il soggetto libero lo è ancor di più. Spinoza, Schopenhauer, Nietzsche hanno distinto con chiarezza la libertà di fare, che non è in discussione, dalla libertà di volere proprio quel fare e non un altro. Tale seconda forma della libertà (l’actus elicitus) renderebbe del tutto immotivato e quindi insensato ogni agire.

Siamo certamente liberi -per fortuna- da molte costrizioni esterne ma non possiamo esserlo dalla nostra stessa natura, che già Eraclito definiva il vero demone dell’uomo. Le ricerche etologiche di Konrad Lorenz confermano pienamente la continuità tra la nostra specie e l’intero mondo animale, col quale condividiamo anche i condizionamenti biologici. Ma conoscere i confini del nostro agire non rappresenta una ragione di tristezza, al contrario costituisce un motivo di serenità. Le sollecitazioni esteriori -materia e storia- producono le nostre inclinazioni interne e le inclinazioni interne -il corpomente- fluiscono nella materia che è tempo cosmico e nella storia che è tempo sociale. Il soggetto separato non esiste; esiste il flusso temporale del quale ciascuno di noi è un istante effimero ma unico, irripetibile e per questo eterno, necessario e per ciò colmo di senso. (Alberto Giovanni Biuso)

d) La MNR – Metodologia della Narrazione e della Riflessione – è una  pratica dialogica, ideata a Genova (www.sicurascuola.com). È stata utilizzata, in parte modificandola in vista dell’utilizzo durante la Settimana filosofica, a Nevegal poiché favorisce la condivisione e una reale distribuzione della partecipazione, grazie alla formazione di sottogruppi momentanei e alla facilitazione non direttiva. Le domande sottoposte alla riflessione dei sottogruppi sono state le seguenti: Qual è, tra le citazioni proposte o tra le posizioni esposte dai relatori, quella che più condividete?; Quali caratteristiche personali ed esistenziali dovrebbe, secondo voi, possedere chi aderisce alla concezione del libero arbitrio fatta propria dal gruppo?; Qual è l’importanza del problema del libero arbitrio nel tessuto della vita quotidiana?. Il lavoro dei gruppi e la socializzazione delle risposte in plenaria hanno permesso la condivisione delle differenti visioni personali sul tema del libero arbitrio, a partire dalle linee di ricerca emerse durante le giornate precedenti. (Giusy Randazzo)