La democrazia del Giornale

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Sul Giornale dei fratelli Berlusconi leggo il seguente articolo di Mario Cervi:

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Non riesco a capacitarmi del fatto che si tolleri con tanta leggerezza il proliferare di giornali nuovi, vedi quello di Marco Travaglio, l’uomo più viscido della sinistra disfattista e sempre alla ricerca di nuovi modi per indebolire il premier, vista la continua ascesa dello stesso nel consenso degli italiani. Possibile che l’avvocato Ghedini non riesca a trovare un reato plausibile per la chiusura di queste «vipere» che strisciano con il continuo intento di mordere il premier e causarne la morte politica? Un giornale che palesemente offende e denigra il capo del governo va subito chiuso. Lasciamo poi le critiche a chi è nato per criticare tutti gli avversari politici. Una volta creato l’esempio gli altri giornali di sinistra si guarderanno dal continuare ad offendere il premier e la sua coalizione. Possibile che non si riesca a trovare una norma che preveda l’attentato morale al capo del governo? Io credo che l’unica soluzione a questo continuo stillicidio di calunnie sia quello di rispondere con i sistemi usati (che io non approvo) da Putin nei confronti della Georgia, e della Cina nei confronti dei monaci tibetani: «La forza». Dopo una serie di bastonate inflitte a Franceschini, D’Alema, Travaglio, Santoro e Maurizio Mannoni, si vedrebbero subito i risultati, si vedrebbe il ritorno del rispetto nei confronti di Berlusconi.
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Una vera lezione di democrazia.

2 Commenti

  1. Alcuni amici mi hanno segnalato che l’articolo in questione è frutto di un errore nella gestione della pagina web del “Giornale”.
    Si tratta in realtà della lettera di un lettore. Cervi gli ha risposto sul quotidiano ma stranamente in Rete sembra che il testo sia invece proprio del giornalista. Si può leggere qui la sua risposta:
    http://www.polisblog.it/galleria/big/il-pdf-originale/1

    Che l’errore sul sito sia stato voluto o meno, rimane in ogni caso un’operazione di bassa lega…

  2. Alcuni amici mi hanno segnalato che l’articolo in questione è frutto di un errore nella gestione della pagina web del “Giornale”.
    Si tratta in realtà della lettera di un lettore. Cervi gli ha risposto sul quotidiano ma stranamente in Rete sembra che il testo sia invece proprio del giornalista. Si può leggere qui la sua risposta:
    http://www.polisblog.it/galleria/big/il-pdf-originale/1

    Che l’errore sul sito sia stato voluto o meno, rimane in ogni caso un’operazione di bassa lega…

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