2007 – Arquata del Tronto

0
96

Bene e Male: una questione sempre aperta

Relatori Alberto Giovanni Biuso, Augusto Cavadi, Elio Rindone
Interlocutori invitati Patrizia Giusti
Temi
  1. ‘Bene’ e ‘male’ nella prospettiva classica;
  2. La morale ‘autonoma’ dei moderni;
  3. Al di là della morale: la natura umana;
  4. Questioni morali: uno sguardo dal femminile.
Luogo Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, Marche Visualizza la mappa geografica
Periodo 22 – 28 Agosto 2007
Sintesi degli interventi(a cura di Elio Rindone) C’è differenza fra bene e male in etica? E, se c’è, ha un carattere puramente soggettivo o ha una valenza oggettiva? a) La vita ci pone di fronte alla necessità di fare delle scelte: l’etica non è che il tentativo di dare una soluzione consapevole, frutto di un’adeguata riflessione, ai problemi posti dall’esperienza. Sulla scorta di pagine esemplari di grandi romanzieri, ci si propone di cercare assieme le possibili risposte a domande quali: posto che alcune azioni sono vantaggiose e altre svantaggiose, c’è un criterio diverso da quello dell’utilità? Tutti i giudizi morali cambiano nel tempo e nello spazio? I criteri morali sono frutto di condizionamenti: educazione, contesto sociale…? La moralità dell’azione dipende solo dall’intenzione o la coscienza deve fare i conti con la realtà? (Elio Rindone)

b) In morale l’alternativa fra ‘assolutismo’ e ‘relativismo’ non è ineludibile: si può ritenere che esistano princpi etici assoluti (fondati sulla natura umana come per Aristotele o sulla ragione umana come per Kant), ma che nessuno degli uomini li possegga in maniera assoluta: solo le lezioni della storia, la fatica della riflessione e il coraggio del confronto dialettico possono farci avvicinare (asintoticamente) a criteri di comportamento universalmente condivisibili (Augusto Cavadi).

c) L’uomo è un animale desiderante, una macchina del desiderio, ogni pensiero che formula è rivolto a costruire azioni nel futuro, a rispondere alle richieste del presente, a riformulare il senso del passato. Non tutte le volontà e gli impulsi sono però uguali. Volgare diventa quella passione che fissa la mente verso un solo obiettivo e in esso si appaga. Le passioni in sé non sono buone o cattive ma lo diventano per gli scopi a cui servono e soprattutto per il significato che rivestono: di strumento o di fine. L’essenziale è servirsi delle passioni come di un formidabile strumento di curiosità e di vita. Non il loro indebolimento, non l’estirpazione ma il controllo delle passioni è l’atteggiamento proprio di un individuo sano e misurato. il bene e il male sono soltanto due delle tante stelle che compongono il firmamento dei comportamenti e della natura umana. Un universo, in ogni caso, retto da leggi quasi altrettanto rigorose di quelle che guidano i moti degli astri. Comprendere la morale richiede una ultima e fondamentale condizione: comprendere il significato del determinismo che intesse di sé la vita degli umani (Alberto Giovanni Biuso).

d) La voce delle donne sul tema viene rappresentata da due pensatrici del Novecento. In una prima opera (“Le origini del totalitarismo”) H.Arendt aveva messo in evidenza – sulla scia di Kant – la radicalità del male; in un’opera successiva (“La banalità del male”), rivedendo la sua interpretazione, sottolinea come il male non possieda una profondità, ma dipenda essenzialmente dalla incapacità di giudizio e dunque dalla mancanza di un’attitudine spirituale che connota l’uomo come essere riflessivo. Della seconda pensatrice, A. Heller, vengono rivisitati due testi: “Etica generale” (centrato sull”interrogativo intorno alla natura dell’uomo e a quale sua parte sia responsabile del bene e/o del male) e “Filosofia morale” (in cui si passa da una indagine teorica al piano pratico e la domanda principale è: ‘qual è la cosa giusta da fare per me?’. La persona moderna è ‘gettata nel mondo’ e deve scegliere tra un fascio di possibilità. Se non si sceglie, altri scelgono per noi, così nessun telos apparirà all’orizzonte: solo scegliendo si è se stessi. Una scelta esistenziale non è né razionale né irrazionale: è il salto più grande possibile nella vita di una persona. (Patrizia Giusti).

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui